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Angela Frenda

È nato prima l’uovo o la gallina? Josh Tetrick non avrebbe dubbi: l’uovo. 

O meglio, le sue uova. Le Beyond eggs.
Le produce nella sua fabbrica, Hampton Creek Foods, con base a San Francisco. Ex coordinatore di programmi di sviluppo nell’Africa sub sahariana, il 32enne Tetrick ha messo in piedi da un paio di anni una start up che da molti è considerata il laboratorio più avanzato dove si sperimentano e si inventano i cibi del futuro. Le Beyond eggs , appunto, dopo innumerevoli esperimenti fatti con oltre 287 tipi diversi di piante, sono realizzate con prodotti vegetali che derivano dai fagioli e dai piselli. Sembra siano buonissime. E più economiche delle originali. Al punto da aver già creato anche una maionese dello stesso tipo. Piacciono tantissimo, ad esempio, a Bill Gates. Ma anche all’ex premier britannico Tony Blair. E sarebbero già pronti muffins e biscotti prodotti con lo stesso criterio.
Le Beyond eggs sono uno dei cinque supercibi che nel 2014 occuperanno i banconi dei negozi alimentari più all’avanguardia. Alimenti che oramai vengono prodotti/coltivati quasi sempre su input dei consumatori, ma anche di movimenti di opinione. Quello che ha portato alla creazione delle Beyond eggs , ad esempio, è di tipo ecologico ambientalista. Con l’incremento della popolazione globale attesa nel 2050, è partita la caccia a produrre cibi ricchi di proteine ma a bassissimo impatto ambientale. Non a caso sempre Tetrick sta pensando ad una Beyond meat, una simil-carne che sostituisca il pollo e che sia realmente competitiva rispetto all’originale.
Sono gli eco food, che tanto vanno di moda ora nella Silicon Valley.
E che sono legati anche al concetto di benessere. Infatti un altro cibo di cui sentiremo parlare a lungo è l’acqua di cocco. La prima a scovarla è stata nel 2009 Madonna. Subito seguita a ruota da vip come Rihanna, Matthew McConaughey e Demi Moore. Ma è davvero utile? Secondo i suoi produttori, ovviamente sì. E ne snocciolano le virtù: bevanda completamente naturale, è ricavata estraendo il liquido presente nelle noci di cocco più giovani, ancora verdi. Biologica, senza coloranti o conservanti, può essere acquistata online o anche nei negozi di alimentazione naturale e nei supermercati ben forniti. Ha un contenuto molto basso di zuccheri, grassi e calorie. Contiene inoltre acido laurico, sostanza con grandi proprietà antibatteriche e quindi, dicono i promotori, chi la beve migliora il suo sistema immunitario. Oltre ad accelerare (sempre secondo i suoi sempre più numerosi sponsor) il metabolismo.
Sul terzo protagonista delle tavole 2014, invece, noi italiani dovremmo partire avvantaggiati. Si tratta del cavolo riccio Kale. È semplicemente il nostro cavolo nero, usato da decenni soprattutto nella cucina toscana. Basta ricordare la ribollita, oppure la zuppa di cavolo… Gli inglesi hanno pensato bene di «clonarlo» e produrne uno molto simile direttamente da loro (per saperne di più, cliccate sul sito www.discoverkale.co.uk ). Cioè non nelle soleggiate campagne toscane, ma nelle brughiere del Lincolnshire, rinomato da sempre per il suo terreno particolarmente fertile. È grandioso nelle zuppe, ma anche in piatti più leggeri come le insalate. O è un fantastico accompagnamento per piatti di carne o pesce. Dal punto di vista delle qualità nutritive, è ricco di luteina, vitamine K e C e di manganese, fibre, calcio, vitamine B e altri elementi. E infine, cosa non da poco, ha pochissime calorie… Insomma, il principe dell’inverno (come viene spesso chiamato il cavolo nero) nel 2014 campeggerà nei menu mondiali. E noi però (soddisfazione) possiamo dire di averlo conosciuto e mangiato prima degli altri.
Capitolo a parte, quella che chiamano già la rivoluzione del cioccolato crudo. E in realtà, a giudicare anche dalla richiesta, possiamo considerare a ragione il cacao crudo uno dei cinque supercibi del prossimo anno. I perché? Intanto il seme di cacao è ricchissimo di antiossidanti, che in gran parte si perdono durante la tostatura ad alte temperature del cacao, come avviene per la cioccolata tradizionale. La cioccolata crudista è prodotta con semi e polvere di cacao crudi non tostati e lavorati a più basse temperature per mantenere intatte le qualità nutrizionali. Buona fonte di ferro e di omega 6, manganese e zinco, il cacao contiene in abbondanza Phenythelamine (PEA) che aiuta la concentrazione mentale e combatte i sintomi della depressione. Ne ha parlato anche Piero Angela, tra l’altro, indicandolo come un alimento cult. Sullo stesso filone, le fave di cacao. Vanno masticate così, crude (esperienza per palati forti). Altrimenti si può aggiungere qualche cosa dal sapore dolce, per esempio del miele, del concentrato di mele o del succo di agave. Alternativa: aprite un dattero, togliete l’osso, nell’incavo mettete un chicco di cacao e una bacca di goji, richiudete e gustate. Oppure tagliateli a scaglie o pezzetti e aggiungeteli a macedonie o creme.
Last but not least, la quinoa. A celebrarla, ci ha pensato Time nell’ultimo numero dedicato agli dei del cibo. Lo scorso anno gli americani ne hanno consumati 26,1 milioni di chili. Un prodotto che fino a una decina di anni fa nemmeno si sapeva come pronunciare. Un grano prodotto in Bolivia e Perù, amato per il suo essere gluten-free e ad alta densità di proteine. Ma soprattutto velocissimo da cucinare. Il rischio è che per soddisfare l’alta domanda si cominci a produrre in modo massiccio. E non, come avviene adesso, da agricoltori boliviani e peruviani coordinati da poche grandi società. Come la Andean Naturals, gestita dal boliviano Sergio Nunez, fresco laureato a Berkeley. Ma per assaggiare la quinoa cucinata al meglio, chi può vada al «La Mar», il ristorante delle chef Gaston Acurio a Lima: è l’unico posto dove mangiare la quinoa chaufa, la quinoa saltata. Da ricordare.
di: Angela Frenda
16 novembre 2013

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Acqua di cocco

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